Posts Tagged “barbera d’asti”

Vigna del Noce

L’etichetta fa schifo lo so, ma prendetevela con il produttore, l’Azienda Agricola Trinchero, che produce questa Barbera d’Asti con atteggiamento enologico certamente più dedito a garantire la naturale espressività del terroir che non teso a imporre uno stile artificioso al nobile succo fermentato.

La qualità del contenuto della bottiglia per fortuna si è dimostrata ben lontana da quella dell’etichetta.

Il compagno di merende

Rosso intensissimo, straordinariamente cangiante dal rubino, al carminio, al mattone.

Sono forse troppo cervellotico quando analizzo l’aspetto del vino, ma queste variazioni di colore mi trasmettono subito una grande vivacità, non del tipo “sfrontatezza adolescenziale” ma del tipo “consapevolezza nell’importanza di sapersi divertire”.

Elucubrazioni di un pazzo, lo so, beviamolo va.

Lo annuso e si dimostra subito aperto e disponibile: l’olfatto è chiaro e netto nei suoi profumi, con i riconoscimenti che si associano con facilità alla tipicità di un barbera importante: una bella prugna secca, una speziatura peposa e pungente, poi una florealità dolce ed evoluta, che si trasforma in una nobile e strana nota plasticosa che ricorda il DAS per divenire in ultimo una mineralità terragna, vera.

Il gusto è incredibilmente coinvolgente: si apre subito, quasi fosse impaziente di essere bevuto, va qua e là a stuzzicare subito tutto il cavo orale con intense sensazioni di calore, morbidezza e pungenza, per finire in una dolce speziatura, che lascia la bocca divertita, ma non appagata: il finale non è lunghissimo, sembra pensato apposta per berne tantissimo di questo vino: stimolazione, poi una permanenza piacevolissima che non ti basta, il bastone e la carota. Gran bevuta.

La palese voglia di trasmettere calore di questo vino suggerisce di berlo a 18°C come fosse un vino dal tannino sostanzioso.

Forse l’abbinamento migliore è con piatti a base di carni ovine, molto saporite e grasse, magari speziate, come una tajine mrouzia, o mourouzia, marocchina.

Il prezzo sullo scaffale in enoteca è di 19 euro.

Comments 3 Commenti »

Ultime annotazioni dal mondo dei vini ben fatti, piacevoli, accessibili:

Verdicchio dei Castelli di Jesi “Casal di Serra” 2006
un verdicchio nervoso, immediato, profondo
di Umani Ronchi

Falerio dei Colli Ascolani 2006
fragrante, lungo, fresco: sorprendente
di Aurora

Frascati Superiore “Santa Teresa” 2006
da non sottovalutare: una goccia nel mare…
di Fontana Candida

Barbera d’Asti “Mon Ross” 2005
fruttosa, è aggressiva ma con autocontrollo
di Forteto della Luja

Torgiano Rosso “Rubesco” 2005
facile, quasi troppo, ma va bene così
di Lungarotti

Salice Salentino Riserva “Cantalupi” 2004
dall’olfatto piccolo e dolce, al gusto carezzevole per maturitÃ
di Conti Zecca

Comments Nessun Commento »

Creative Commons License
Io Non Sputo di Emiliano Brunori è così licenziato: Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License