Vigna del Noce

L’etichetta fa schifo lo so, ma prendetevela con il produttore, l’Azienda Agricola Trinchero, che produce questa Barbera d’Asti con atteggiamento enologico certamente più dedito a garantire la naturale espressività del terroir che non teso a imporre uno stile artificioso al nobile succo fermentato.

La qualità del contenuto della bottiglia per fortuna si è dimostrata ben lontana da quella dell’etichetta.

Il compagno di merende

Rosso intensissimo, straordinariamente cangiante dal rubino, al carminio, al mattone.

Sono forse troppo cervellotico quando analizzo l’aspetto del vino, ma queste variazioni di colore mi trasmettono subito una grande vivacità, non del tipo “sfrontatezza adolescenziale” ma del tipo “consapevolezza nell’importanza di sapersi divertire”.

Elucubrazioni di un pazzo, lo so, beviamolo va.

Lo annuso e si dimostra subito aperto e disponibile: l’olfatto è chiaro e netto nei suoi profumi, con i riconoscimenti che si associano con facilità alla tipicità di un barbera importante: una bella prugna secca, una speziatura peposa e pungente, poi una florealità dolce ed evoluta, che si trasforma in una nobile e strana nota plasticosa che ricorda il DAS per divenire in ultimo una mineralità terragna, vera.

Il gusto è incredibilmente coinvolgente: si apre subito, quasi fosse impaziente di essere bevuto, va qua e là a stuzzicare subito tutto il cavo orale con intense sensazioni di calore, morbidezza e pungenza, per finire in una dolce speziatura, che lascia la bocca divertita, ma non appagata: il finale non è lunghissimo, sembra pensato apposta per berne tantissimo di questo vino: stimolazione, poi una permanenza piacevolissima che non ti basta, il bastone e la carota. Gran bevuta.

La palese voglia di trasmettere calore di questo vino suggerisce di berlo a 18°C come fosse un vino dal tannino sostanzioso.

Forse l’abbinamento migliore è con piatti a base di carni ovine, molto saporite e grasse, magari speziate, come una tajine mrouzia, o mourouzia, marocchina.

Il prezzo sullo scaffale in enoteca è di 19 euro.

3 Risposte a “Barbera d’Asti “Vigna del Noce” 1999 Trinchero”
  1. Io solo io scrive:

    Grazie comunque della tua attenzione. Mi spiace davvero che tu non abbia mai conosciuto questo vino, che io ritengo ineguagliabile e che descriverei……..dolce, deciso, di una potenza corposa in potenziale, forte ma allo stesso tempo aromatico……un vino che non può non assaporarsi che ad occhi chiusi nel proprio silenzio! Inoltre grazie per la precisazione “Cusumano”.
    Io solo io

  2. @Io solo io: Mi spiace ma quel vino in particolare di Cusumano non l’ho mai assaggiato, a differenza di altri loro prodotti come il Noà, il Benuara, il Cùbia, il Nero d’Avola e l’Insolia. Ti posso dire che quelli che ho assaggiato sono vini complessivamente soddisfacenti, buoni, sicuramente ben fatti dal punto di vista tecnico, ma un po’ troppo “addomesticati” se così si può dire, direi anche prevedibili, che non è un difetto, ma una limitazione. Grazie del tuo commento comunque, se incontrerò il Syrah di Cusumano ti farò sapere qualcosa.

  3. Io solo io scrive:

    Scusa per il nick, non vuole essere una presa in giro, ti assicuro che questo è il nick che mi caratterizza da tempo. Al di là di queste futili apparenze o semplici coincidenze….sono davvero interessata ad una tua critica assolutamente pofessionale di un vino che da profana considero tra i migliori che mai abbiano arricchito il mio palato e fatto gioire i miei sensi. L’argomento della discussione è il Syrah delle cantine Cusimano.

    Ti ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi hai dedicato
    Io solo io

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