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	<title>Io Non Sputo</title>
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	<description>Il Vino</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Oct 2009 11:12:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Barbera d&#8217;Asti &#8220;Vigna del Noce&#8221; 1999 Trinchero</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 11:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[barbera d'asti]]></category>
		<category><![CDATA[virtuosi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;etichetta fa schifo lo so, ma prendetevela con il produttore, l&#8217;Azienda Agricola Trinchero, che produce questa Barbera d&#8217;Asti con atteggiamento enologico certamente piÃ¹ dedito a garantire la naturale espressivitÃ  del terroir che non teso a imporre uno stile artificioso al nobile succo fermentato. La qualitÃ  del contenuto della bottiglia per fortuna si Ã¨ dimostrata ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-265" title="Vigna del Noce" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2009/10/etichetta_barbera.jpg" alt="Vigna del Noce" width="226" height="250" /></p>
<p><em>L&#8217;etichetta fa schifo lo so, ma prendetevela con il produttore, l&#8217;<a href="http://www.trincherovino.it/" target="_blank">Azienda Agricola Trinchero</a>, che produce questa Barbera d&#8217;Asti con atteggiamento enologico certamente piÃ¹ dedito a garantire la naturale espressivitÃ  del terroir che non teso a imporre uno stile artificioso al nobile succo fermentato.<br />
</em></p>
<p><em>La qualitÃ  del contenuto della bottiglia </em><em>per fortuna si </em><em>Ã¨ dimostrata  ben lontana da quella dell&#8217;etichetta.</em></p>
<p><strong>Il compagno di merende<br />
</strong></p>
<p>Rosso intensissimo, straordinariamente cangiante dal rubino, al carminio, al mattone.</p>
<p>Sono forse troppo cervellotico quando analizzo l&#8217;aspetto del vino, ma queste variazioni di colore mi trasmettono subito una grande vivacitÃ , non del tipo &#8220;sfrontatezza adolescenziale&#8221; ma del tipo &#8220;consapevolezza nell&#8217;importanza di sapersi divertire&#8221;.</p>
<p>Elucubrazioni di un pazzo, lo so, beviamolo va.</p>
<p>Lo annuso e si dimostra subito aperto e disponibile: l&#8217;olfatto Ã¨ chiaro e netto nei suoi profumi, con i riconoscimenti che si associano con facilitÃ  alla tipicitÃ  di un barbera importante:  una bella prugna secca, una speziatura peposa e pungente, poi una florealitÃ  dolce ed evoluta, che si trasforma in una nobile e strana nota plasticosa che ricorda il <a href="http://www.fila.it/das/home.shtml" target="_blank" class="broken_link">DAS</a> per divenire in ultimo una mineralitÃ  terragna, vera.</p>
<p>Il gusto Ã¨ incredibilmente coinvolgente: si apre subito, quasi fosse impaziente di essere bevuto, va qua e lÃ  a stuzzicare subito tutto il cavo orale con intense sensazioni di calore, morbidezza e pungenza, per finire in una dolce speziatura, che lascia la bocca divertita, ma non appagata: il finale non Ã¨ lunghissimo, sembra pensato apposta per berne tantissimo di questo vino: stimolazione, poi una permanenza piacevolissima che non ti basta,  il bastone e la carota. Gran bevuta.</p>
<p><em>La palese voglia di trasmettere calore di questo vino suggerisce di berlo a 18Â°C come fosse un vino dal tannino sostanzioso.</em></p>
<p><em>Forse l&#8217;abbinamento migliore Ã¨ con piatti a base di   carni ovine, molto saporite e   grasse, magari speziate, come una tajine mrouzia, o mourouzia, marocchina.<br />
</em></p>
<p><em>Il prezzo sullo scaffale in enoteca Ã¨ di 19 euro.</em></p>
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		<title>Maremma &#8220;Astraio&#8221; 2008 Rocca di Montemassi</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 13:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[buoni]]></category>
		<category><![CDATA[maremma]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda degustazione per conto del tasting panel sapientemente organizzato da Francesco Zonin: ho assaggiato un nuovo vino dell&#8217;azienda Rocca di Montemassi, un&#8217;azienda dell&#8217;Alta Maremma nei pressi di Massa Marittima di proprietÃ  della famiglia Zonin. Il vino in questione Ã¨ l&#8217;Astraio, un bianco secco frutto unicamente di grappoli di viognier (Ã¨ stato classificato come Maremma IGT), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-257" title="Astraio Rocca di Montemassi" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2009/08/r_1_fcfe6448-4ff0-40cd-9c02-ce05b23b4185.gif" alt="Astraio Rocca di Montemassi" width="85" height="250" /></p>
<p><em>Seconda degustazione per conto del tasting panel sapientemente organizzato da <a href="http://www.wineislove.it/" target="_blank">Francesco Zonin</a>: ho assaggiato un nuovo vino dell&#8217;azienda <a href="http://www.roccadimontemassi.it/" target="_blank">Rocca di Montemassi</a>, un&#8217;azienda dell&#8217;Alta Maremma nei pressi di Massa Marittima di proprietÃ  della famiglia Zonin. </em></p>
<p><em>Il vino in questione Ã¨ l&#8217;<strong>Astraio</strong>, un bianco secco frutto unicamente di grappoli di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Viognier" target="_blank" class="broken_link">viognier</a> (Ã¨ stato classificato come Maremma IGT), varietÃ  importata dall&#8217;Alta Valle del Rodano in Francia. </em></p>
<p><em>Poche le notizie certe sulla coltivazione e la vinificazione: si sa solamente che la bottiglia </em><em>che mi Ã¨ stata spedita </em><em>(annata 2008) Ã¨ il prodotto della prima vendemmia di un vigneto impiantato 5 anni fa su un terreno prevalentemente calcareo.</em></p>
<p><strong>Abuliche bucoliche</strong></p>
<p>Dal colorito flebilmente solare, promette pigre carezze e non passionali abbracci. Il suo profumo Ã¨ di intensitÃ  leggera, condotto gentilmente da dolci fragranze  di frutti gialli (pera, banana e pesca) e da un incerto ricordo: un prato fiorito, di che non mi sovviene, ma nell&#8217;ozio soleggiato si sorride e basta, beati e rilassati.Â  Nell&#8217;assaggio manifesta una grande leggerezza, confermando le precedenti impressioni: Ã¨ vino dalla natura gentile, con un buon equilibrio diviso tra una apprezzabile morbidezza e una sottile vivacitÃ : dona piacevolezza con il dovuto ritorno delle sensazioni fruttate, ma risulta infine di profonditÃ  solo discreta. Credo che nessuno possa sostenere che sia un vino complesso, ma delicatamente seducente sÃ¬. Leggero e rilassante.</p>
<p><em>La vena alcolica e il corpo suggeriscono di berlo a 12Â°C, abbinandolo con preparazioni dalla struttura semplice, al massimo con la rifinitura di qualche erba aromatica.<br />
</em></p>
<p><em>Il prezzo mi Ã¨ ignoto, chissÃ  che qualcuno meglio informato non mi venga in aiuto&#8230;<br />
</em></p>
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		<title>Primitivo di Manduria Altemura 2006 Altemura</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 10:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[buoni]]></category>
		<category><![CDATA[primitivo di manduria]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>

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		<description><![CDATA[Zonin, nonostante i minacciosi boccioni negli scaffali bassi dei supermercati, Ã¨ un&#8217;azienda da rispettare, quantomeno per la sua indipendenza e la voglia di investire nella qualitÃ  che ha dimostrato negli ultimi anni. Francesco Zonin poi, il figliol prodigo, Ã¨ molto attivo nella gestione delle tante aziende satellite della Zonin, e dimostra un bello stile nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2009/03/3335330245_c880179e9f.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-240" style="border: 0pt none;" title="Primitivo di Manduria Altemura 2006 Altemura" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2009/03/3335330245_c880179e9f-133x300.jpg" alt="Primitivo di Manduria Altemura 2006 Altemura" width="133" height="300" /></a></p>
<p><em><a title="Zonin" href="http://www.zonin.it" target="_blank">Zonin</a>, nonostante i minacciosi boccioni negli scaffali bassi dei supermercati, Ã¨ un&#8217;azienda da rispettare, quantomeno per la sua indipendenza e la voglia di investire nella qualitÃ  che ha dimostrato negli ultimi anni.</em></p>
<p><em><a href="http://www.wineislove.it/" target="_blank">Francesco Zonin</a> poi, il figliol prodigo, Ã¨ molto attivo nella gestione delle tante aziende satellite della Zonin, e dimostra un bello stile nella definizione dei nuovi prodotti, oltre ad un condivisibile rispetto per il territorio.</em></p>
<p><em>Seguendo le tracce di Giampaolo Paglia di <a href="http://www.poggioargentiera.com" target="_blank">Poggioargentiera</a>, Francesco Zonin ha creato un pannello di assaggiatori andando a pescare nei bassifondi della comunitÃ  dei blogger italiani: il mio caso dimostra con assoluta certezza la spericolatezza del gesto.</em></p>
<p><em>Il vino che ho degustato per lui viene dalla Puglia, terra che potrebbe tantissimo, promette molto, mantiene ogni tanto, conferma raramente, ubriaca spessissimo.<br />
</em></p>
<p><em>Senza soffermarmi troppo sulle scelte agronomiche ed enologiche dietro a quest&#8217;etichetta, vi rimando alla sua <a href="http://www.wineislove.it/wp-content/uploads/2009/03/altemura-di-altemura-2006_ita.pdf" target="_blank">scheda tecnica</a>.</em></p>
<p><strong>Il ballerino pugliese</strong></p>
<p>Dall&#8217;imperiosa e nera bottiglia, si svela nel bicchiere un fluido dall&#8217;aspetto giovanile, non inchiostrante ma di convinta, carminia, elastica, scioltezza. Un&#8217;agilitÃ  che si conferma nel prosieguo della degustazione: dopo aver stimolato il naso e poi la mente con un mediterraneo (soleggiato ma fresco) ricordo di confetture (di prugna, ma anche di fichi) e di erbacea balsamicitÃ  (un po&#8217; sfocata a dire il vero, comunque suggestiva), il liquido riempie la bocca con leggiadria inusitata per un moro salentino: intiepidisce ma non scalda, abbraccia ma non stringe, stimola ma non punge: Ã¨ sciolto e ti volteggia sopra e sotto, accompagnandoti, senza diventare possessivo.</p>
<p><em>La vena alcolica Ã¨ sicuramente ben domata, ma Ã¨ un vino dalle tenere durezze: consiglio di berlo a 16Â°C.</em></p>
<p><em>Per quanto ne so, Ã¨ una bottiglia ancora non disponibile in commercio, quindi il prezzo mi Ã¨ ignoto, attendiamo un commento dal produttore.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Vino Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2001 Salcheto</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 13:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[meravigliosi]]></category>
		<category><![CDATA[vino nobile di montepulciano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccoci, finalmente, ad un bel Vino Nobile di Montepulciano: denominazione afflitta anch&#8217;essa da brunellosi italianismi vari, ma che nasconde, a ben guardarci dentro, delle vere gemme enologiche, di molti produttori non ancora afflitti dai protagonismi flatulenti di molti colleghi di Montalcino e del Chianti. La storia di questo vino Ã¨ particolare: l&#8217;azienda ha identificato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/12/salco.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-232" style="border: 0pt none;" title="Vino Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2001 Salcheto" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/12/salco-80x300.jpg" alt="Vino Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2001 Salcheto" width="80" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ed eccoci, finalmente, ad un bel Vino Nobile di Montepulciano: denominazione afflitta anch&#8217;essa da brunellosi italianismi vari, ma che nasconde, a ben guardarci dentro, delle vere gemme enologiche, di molti produttori non ancora afflitti dai protagonismi flatulenti di molti colleghi di Montalcino e del Chianti.</p>
<p style="text-align: left;">La storia di questo vino Ã¨ particolare: l&#8217;azienda ha identificato nel 1989 una variante genetica del prugnÃ²lo gentile (guai a chiamarlo in altra maniera&#8230;) sviluppatasi in una piccola vigna di mezz&#8217;ettaro. Il grappolo del salco (nome familiare di questo sotto-vitigno) ha l&#8217;importante peculiaritÃ  di saper tenere bene sulla pianta piÃ¹ a lungo del normale prugnÃ²lo, cosÃ¬Â  <a href="http://www.salcheto.it" target="_blank">Salcheto</a> (leggi: Michele Manelli) decide nel 1999 di tentarne il progetto di vinificazione ad hoc: nascono prima il Salco (affinamento in bottiglia leggermente piÃ¹ breve) e poi il definitivo <a href="http://www.salcheto.it/image/salco_ita.pdf" class="broken_link">Salco Evoluzione</a>. Da apprezzare soprattutto la messaÂ  in vendita dopo ben quattro anni di affinamento in bottiglia: la pazienza come virtÃ¹.</p>
<p style="text-align: left;">Classicheggiante su tonalitÃ  rubino, non Ã¨ pigro ma sornione: dal calice si apre un olfatto personalissimo, profondo e autunnale, che spennella ricordi con una tavolozza di sfumature marroni: dalla cannella al cacao, dall&#8217;humus alla castagna, senza dimenticare la giusta amarena e un leggero tono balsamico-legnoso non invadente: Ã¨ perfettamente affinato dalla paziente maturazione.</p>
<p style="text-align: left;">In bocca non delude: il suo unico limite Ã¨ quello di una persistenza non da campione, per il resto sa come ingentilire l&#8217;espressione del bevitore, con tannini corposi e setosi e una discreta vivacitÃ  che si affievolisce con calma aprendo ad un finale morbido ed appagante con perfetto ritorno al suo primo incontro con il naso.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; un vino, davvero, importante, da gustarsi con tutta la lentezza possibile, ma non meditando, bensÃ¬ passeggiando con il ricordo in una meravigliosa macchia boscosa dei colli senesi, senza l&#8217;ingombrante cinghiale di turno.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Ho bevuto il Salco Evoluzione il 20 dicembre 2008, dopo averlo comprato nella piccola tienda di Salcheto in quel di Montepulciano al prezzo di 30 euro.</em></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Roero Arneis Bricco Delle Ciliegie 2007 Giovanni Almondo</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:56:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[roero arneis]]></category>
		<category><![CDATA[virtuosi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;arneis Ã¨ uno dei pochi ma buoni vitigni a bacca bianca del Piemonte, e Roero Ã¨ la sua casa, da qui la denominazione dell&#8217;etichetta qui sopra. Il Bricco delle Ciliegie Ã¨ uno dei migliori vigneti di Giovanni Almondo, e questo Ã¨ il suo vino bianco piÃ¹ rappresentativo, d&#8217;altronde l&#8217;impegno profuso nella sua creazione Ã¨ di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-221" style="border: 0pt none;" title="Roero Arneis Bricco Delle Ciliegie 2007 Giovanni Almondo" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/briccociliegie-147x300.jpg" alt="" width="147" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">L&#8217;arneis Ã¨ uno dei <em>pochi ma buoni </em>vitigni a bacca bianca del Piemonte, e Roero Ã¨ la sua casa, da qui la denominazione dell&#8217;etichetta qui sopra.</p>
<p style="text-align: left;">Il Bricco delle Ciliegie Ã¨ uno dei migliori vigneti di <a href="http://www.giovannialmondo.com/" target="_blank">Giovanni Almondo</a>, e questo Ã¨ il suo vino bianco piÃ¹ rappresentativo, d&#8217;altronde l&#8217;impegno profuso nella sua creazione Ã¨ di quelli riservati ai bianchi migliori: pressatura soffice in assenza di ossigeno, fermentazione del mosto in acciaio e legno (nel secondo solo un quarto del totale), e affinamento sulle fecce per sei mesi.</p>
<p style="text-align: left;">Nel bicchiere trovo un&#8217;intensa e piacevole semplicitÃ : fiori bianchi e gialli, il viburno, la ginestra e la fresia, si appoggiano su una vitalissima mineralitÃ  e sfumano in un ricordo sottile di confetto.</p>
<p style="text-align: left;">All&#8217;assaggio riscontro la sensazione di voluttuosa ma lampante eleganza: il vino Ã¨ tenero, ben caldo e soprattutto equilibrato, con una buona intensitÃ  e un finale molto piacevole, salino e appena ammandorlato, che lascia a lungo la bocca vitale, da accogliere un altro boccone.</p>
<p style="text-align: left;">Ha dato gioia a tutto il convivio, Ã¨ senz&#8217;altro un vino <a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/?p=16" target="_self">VIRTUOSO</a>, complimenti al produttore.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Ho bevuto il Bricco delle Ciliegie il 12 novembre 2008, dopo averlo servito a 12Â°C per accompagnare dei bei ravioloni di zucca con amaretti e grana.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Sono convinto che l&#8217;equilibrio impeccabile gli permetterÃ  di evolversi ancora, per 2 o 3 anni.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>L&#8217;ho pagato 12 euro in enoteca.</em></p>
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		<title>Soave Classico Le Bine de CostÃ¬ola 2006 Tamellini</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 21:32:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[soave classico]]></category>
		<category><![CDATA[virtuosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vino di Soave, una denominazione, una zona, vini dalle stelle alle stalle, dal boccione alle piccole produzioni, dal trebbiano alla garganega, da Anselmi a Zonin. Qui lo chardonnay non va, sembra che marcisca per poi maturare, la parola a Scienza (Attilio, ma anche Michele) e alla garganega. Niente mezzi termini a Soave: industrie da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/tamellini.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-medium wp-image-212" title="Soave Classico Le Bine de CostÃ¬ola 2006 Tamellini" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/tamellini-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Il vino di Soave, una denominazione, una zona, vini dalle stelle alle stalle, dal boccione alle piccole produzioni, dal trebbiano alla garganega, da <strong>A</strong>nselmi a <strong>Z</strong>onin.</p>
<p>Qui lo chardonnay non va, sembra che marcisca per poi maturare, la parola a Scienza (Attilio, ma anche Michele) e alla garganega.</p>
<p>Niente mezzi termini a Soave: industrie da 250 quintali per ettaro e artigiani da 60, tutti insieme. Ma non si stanno simpatici, chiaro.</p>
<p>Si narra che i Tamellini (vedi foto qui sotto) siano due fratelli (sospetto che di cognome facciano Tamellino: un Tamellino, due&#8230;), si narra che facciano solo <strong>3</strong> vini, si narra che ben <strong>2</strong> siano dei cru, e narro che <strong>1</strong> me lo son degustato&#8230;<strong>VIA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/untitled-2.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-medium wp-image-213" title="I Tamellini" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/untitled-2-300x213.jpg" alt="" width="240" height="170" /></a></p>
<p>Di primo acchito niente di preoccupante, il colore Ã¨ quello giusto: un bel paglierino colorito; non mi aspetto quindi vaniglie, dolcezze eccessive e internazionalismi vari e infatti Ã¨ tutto a posto: il naso Ã¨ corroborato da susine e pere con un bello spessore minerale e uno spesso fondo giallo e mieloso, spesso ho pensato che un olfatto cosÃ¬ Ã¨ semplice, ma i ricordi son nettissimi, e meritano il mio plauso.</p>
<p>Con mia immensa gioia il tutto ritorna durante l&#8217;assaggio: corpo teneramente caldo, ben venato da freschezza e sapiditÃ , con ritorno olfattivo di merito e di buona intensitÃ , e piacevole finale minerale con la bocca viva, stimolata, ancora pronta.</p>
<p>Da non sottovalutarne l&#8217;integritÃ  sino a due giorni dopo: Ã¨ ancora vivo il ricordo di pera, di miele.</p>
<p>Niente da aggiungere se non che Ã¨ un vino a mio giudizio <a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/?p=16" target="_self">VIRTUOSO</a>, con un bel futuro davanti.</p>
<p><em>L&#8217;ho degustato a 12 gradi, ma anche a 14 sapeva il fatto suo.</em></p>
<p><em>2 anni e sarÃ  stabilmente maturo, da riprovare.</em></p>
<p><em>Costa intorno ai 10 euro in enoteca.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bere bene</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 15:29:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Bere bene]]></category>
		<category><![CDATA[fiano di avellino]]></category>
		<category><![CDATA[montepulciano d'abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle ultime due settimane non sono mancate le soddisfazioni nella mia continua ricerca dei vini ben fatti e accessibili, quei nomi che un sommelier deve conoscere bene: perchÃ© sono i vini giusti da consigliare a chi vuole iniziare a bere bene, perchÃ© soddisfano tante esigenze di abbinamento, perchÃ© sono il corpo del nostro vino. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane non sono mancate le soddisfazioni nella mia continua ricerca dei vini <em>ben fatti</em> e <em>accessibili</em>, quei nomi che un sommelier <em>deve</em> conoscere bene: perchÃ© sono i vini giusti da consigliare a chi vuole iniziare a bere bene, perchÃ© soddisfano tante esigenze di abbinamento, perchÃ© sono il corpo del nostro vino.</p>
<p style="text-align: center;">Ecco la consueta carrellata, per una volta dedicata a prodotti di grandi aziende:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/fiano.jpg"><img class="size-medium wp-image-202 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="Fiano di Avellino 2007 Feudi di San Gregorio" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/fiano-152x300.jpg" alt="" width="73" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fian</strong><strong>o di Avellino 2007</strong></p>
<p style="text-align: center;">Un vino base ammirevole e di grande reperibilitÃ , di un azienda svelta e affidabile.</p>
<p style="text-align: center;">Pulito e floreale, punge con una vena speziata e un&#8217;aciditÃ  stimolante, e dura il giusto.</p>
<p style="text-align: center;">di <a href="http://www.feudi.it/" target="_blank">Feudi di San Gregorio</a></p>
<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/t_19490.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-203" style="border: 0pt none;" title="Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo Villa Gemma Masciarelli" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/t_19490.jpg" alt="" width="55" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Montepulciano d&#8217;Abruzzo Cerasuolo Villa Gemma</strong><strong> 2007</strong></p>
<p style="text-align: center;">Un rosato della scuola abruzzese, una delle migliori in Italia. Un produttore dallo stile spesso ingombrante, ma dalla qualitÃ  indiscutibile.</p>
<p style="text-align: center;">All&#8217;olfatto Ã¨ prevedibilmente orientato ai piccoli frutti rossi, al gusto ha la sapiditÃ  in bella evidenza ed Ã¨ sciolto, molto bevibile.</p>
<p style="text-align: center;">di <a href="http://www.masciarelli.it" target="_blank">Masciarelli</a></p>
<p style="text-align: center;">
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<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/dindarello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-205" style="border: 0pt none;" title="Dindarello Maculan" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/11/dindarello.jpg" alt="" width="88" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dindarello</strong><strong> 2007</strong></p>
<p style="text-align: center;">Un dolce a base moscato di un grande produttore veneto, terra madre di tanti grandi passiti italiani.</p>
<p style="text-align: center;">Mi piace sottolineare la lavorazione delicata di un uva spesso manipolata in maniera eccessiva da chi vuole passiti <em>strapassiti</em>.</p>
<p style="text-align: center;">Innanzitutto Ã¨ stimolante, con le sue note di agrumi, soprattutto Ã¨ <em>dolce ma non troppo</em> con frutti gialli, miele, e un gusto equilibratissimo.</p>
<p style="text-align: center;">di <a href="http://www.maculan.net" target="_blank">Maculan</a></p>
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		<title>Chianti Classico Berardenga 2006 Fattoria di FÃ¨lsina</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 20:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bottiglie]]></category>
		<category><![CDATA[chianti classico]]></category>
		<category><![CDATA[virtuosi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il &#8220;prodotto base&#8221; di una delle aziende piÃ¹ convincenti della zona del Chianti: Fattoria di FÃ¨lsina in quel di Castelnuovo Berardenga, ai confini sud della denominazione d&#8217;origine; E&#8217; un &#8220;prodotto base&#8221; per modo di dire: viene infatti da vigne vecchie (sembra anche di cinquant&#8217;anni), educate negli anni ottanta per far rendere al meglio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/10/berardenga.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-196" style="border: 0pt none;" title="berardenga" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/10/berardenga-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>E&#8217; il &#8220;prodotto base&#8221; di una delle aziende piÃ¹ convincenti della zona del Chianti: <a href="http://www.felsina.it/" target="_blank">Fattoria di FÃ¨lsina</a> in quel di Castelnuovo Berardenga, ai confini sud della denominazione d&#8217;origine; E&#8217; un &#8220;prodotto base&#8221; per modo di dire: viene infatti da vigne vecchie (sembra anche di cinquant&#8217;anni), </em><em>educate negli anni ottanta per far rendere al meglio il nostro amato sangiovese, che, in tempi oscuri come questi, Ã¨ fortunatamente l&#8217;unico genitore riconosciuto di questo Chianti. L&#8217;enologo ha ordinato una macerazione di due settimane, poi l&#8217;</em><em>Ã¨levage Ã¨ affidato a botti piccole e medie per 12 mesi, finchÃ© il nostro non trova dimora in bottiglia.</em></p>
<p style="text-align: left;">Fa sempre piacere trovare il colore austero ed elegante del vino di sangiovese nel bicchiere: il rubino Ã¨ da manuale, e dalla luminositÃ  che fa sorridere con sincerezza.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Obtorto collo</em>, trovo con sommo piacere una stupefacente delicatezza floreale che sfiora poi l&#8217;erbe e le spezie: la viola mammola si muta prima in mentuccia per poi travestirsi da dragoncello, solo un attimo prima di definirsi in un tabacco dolce, verde e brillante. L&#8217;impressione Ã¨ molto buona: un acquerello campestre iridato e distensivo mi fa rialzare la testa.</p>
<p style="text-align: left;">Lo stile di questo vino Ã¨ di risultato quasi armonioso con la sua delicatezza: in bocca Ã¨ innanzitutto dotato della freschezza gentile dei migliori sangiovese, di un equilibrio di sicuro invidiato da vini cugini, di un tannino che ravviva ma senza eccessi e una persistenza davvero interessante.</p>
<p>E&#8217; palesemente un vino <a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/?p=16" target="_self"><strong><a href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/?p=16" target="_self"><span style="color: #ff0000;">VIRTUOSO</span></a></strong></a>, di fattura ottima e rappresentativo del territorio.<strong> </strong></p>
<p><strong></strong><em>Ho servito il Chianti Classico Berardenga a 18Â°C in seguito ad una ossigenazione nel bicchiere di qualche minuto. </em></p>
<p><em>E&#8217; un vino dotato di profonditÃ  ed equilibrio: la sua freschezza gentile lo farÃ  migliorare ancora per qualche anno. </em></p>
<p><em>Il prezzo di acquisto Ã¨ stato di 11 euro in enoteca. </em></p>
<p><em>La degustazione ha avuto luogo giovedÃ¬ 23 ottobre 2008.</em></p>
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		<title>Bere bene</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 20:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>io</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bere bene]]></category>
		<category><![CDATA[barbera d'asti]]></category>
		<category><![CDATA[falerio dei colli ascolani]]></category>
		<category><![CDATA[frascati superiore]]></category>
		<category><![CDATA[salice salentino]]></category>
		<category><![CDATA[torgiano rosso]]></category>
		<category><![CDATA[verdicchio dei castelli di jesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultime annotazioni dal mondo dei vini ben fatti, piacevoli, accessibili: Verdicchio dei Castelli di Jesi &#8220;Casal di Serra&#8221; 2006 un verdicchio nervoso, immediato, profondo di Umani Ronchi Falerio dei Colli Ascolani 2006 fragrante, lungo, fresco: sorprendente di Aurora Frascati Superiore &#8220;Santa Teresa&#8221; 2006 da non sottovalutare: una goccia nel mare&#8230; di Fontana Candida Barbera d&#8217;Asti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultime annotazioni dal mondo dei vini ben fatti, piacevoli, accessibili:</p>
<p><strong>Verdicchio dei Castelli di Jesi &#8220;Casal di Serra&#8221;</strong> <span style="font-weight: bold;">2006</span><br />
un verdicchio nervoso, immediato, profondo<br />
di <a href="http://www.umanironchi.com/" target="_blank">Umani Ronchi</a></p>
<p><strong>Falerio dei Colli Ascolani <span style="font-weight: bold;">2006</span><br />
</strong>fragrante, lungo, fresco: sorprendente<br />
di <a href="http://www.viniaurora.it" target="_blank">Aurora</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: bold;">Frascati Superiore &#8220;Santa Teresa&#8221; 2006</span><br />
</strong>da non sottovalutare: una goccia nel mare&#8230;<br />
di <a href="http://www.fontanacandida.it" target="_blank">Fontana Candida</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: bold;">Barbera d&#8217;Asti &#8220;Mon Ross&#8221; 2005</span><br />
</strong>fruttosa, Ã¨ aggressiva ma con autocontrollo<br />
di <a href="http://www.fortetodellaluja.it" target="_blank" class="broken_link">Forteto della Luja</a></p>
<p><strong><span style="font-weight: bold;">Torgiano Rosso &#8220;Rubesco&#8221; 2005</span><br />
</strong>facile, quasi troppo, ma va bene cosÃ¬<br />
di <a href="http://www.lungarotti.it/" target="_blank">Lungarotti</a></p>
<p><strong>Salice Salentino Riserva &#8220;Cantalupi&#8221; 2004<br />
</strong>dall&#8217;olfatto piccolo e dolce, al gusto carezzevole per maturitÃ<br />
di <a href="http://www.contizecca.it/" target="_blank">Conti Zecca</a></p>
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		<title>Alice nel paese dei vini meravigliosi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 17:53:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;erano una volta tanti, tanti vini&#8230;tutti diversi tra loro: bianchi, verdi, rossi, gialli e&#8230;blu (di metilene). Era un mondo pieno di colori, iridelloso, allegro e pazzo, pazzo perchÃ© le tante Alice del vino lo esploravano girando e saltellando pazzerelle in cerca di vini, incontrando a ogni piÃ¨ sospinto i tanti spacciatori di pasticche coloratissime, tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volta tanti, tanti vini&#8230;tutti diversi tra loro: bianchi, verdi, rossi, gialli e&#8230;blu (di metilene).</p>
<p style="text-align: left;">Era un mondo pieno di colori, iridelloso, allegro e pazzo, pazzo perchÃ© le tante Alice del vino lo esploravano girando e saltellando pazzerelle in cerca di vini, incontrando a ogni piÃ¨ sospinto i tanti spacciatori di pasticche coloratissime, tutti buffi, simpatici e scherzosi, come ad esempio il Cappellano Pazzo (Teobaldo per gli amici)  e il suo amicone Leprotto Bisestile Conte di Ziliani (esilaranti le scenette in cui servono Nebbioli, Sangiovesi e Magliocchi puri alla malcapitata di turno: basita dall&#8217;entusiasmo dei due non riesce ad assaggiare tutto quello che le viene offerto per finire a ridere, come in una famosa gag della telenovela del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Trio" target="_blank" class="broken_link">Trio</a>).<a rel="lightbox" href="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/10/alice-in-wonderland-3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-166" style="border: 0pt none;" title="alice-in-wonderland-3" src="http://www.pacuvio.net/iononsputo/wp-content/uploads/2008/10/alice-in-wonderland-3-300x232.jpg" alt="" width="240" height="186" /></a></p>
<p>Pazze risate tutti i giorni insomma: vino a profusione, di mille vitigni e mille cru: tante Alice a volte disorientate, ma felici, divertite e appassionate.</p>
<p>Ma un dÃ¬ emersero dall&#8217;oscuritÃ  dei personaggi nuovi e gravi di sciagura nel nostro simpatico mondo del vino: il RosÃ©Coniglio, un antipatico personaggio privo di senso dello humor, esausto dai soliti scherzi a base di Pecorini, Mammoli e Pallagrelli, e quindi primo alfiere del VinelloRosÃ© in brik (l&#8217;omogeneizzato di tutti i vini del mondo, dal colore, ovviamente, rosÃ©) e la sua trista e risentita compagna di merende, la Regina delle Picche Fangose, sorella sfigata di quella dei Grandi Cuori Nebbiosi (sembra che nemmeno uno dei suoi vigneti fosse considerato un cru nemmeno dall&#8217;alchimista enologo piÃ¹ andante e prezzolato) e mossa da naturale invidia verso la sorella: i suoi vini, dai colori belli, dalle etichette sgargianti e dai dolcissimi profumi di vaniglia, e mirtillo merlottoso, erano purtroppo tutti uguali e si perdevano, venivano dimenticati, erano grigi in quel bel mondo iridato.</p>
<p>La storia poi narra di un inevitabile scontro iniziato un dÃ¬ tra i giocherelloni e i rosiconi&#8230;purtroppo perÃ² le ultime pagine del libro son strappate e non so come andÃ² finire.</p>
<p>Qualcuno me lo sa dire?</p>
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