• RSS I miei ultimi appunti su CellarTracker

    • 2007 La Biancara di Angiolino Maule Gambellara Pico
      Tasted by TheManFromUtopia. Topaz yellow with intense smells of apple, elder flowers, spinach, black lava. Taste is strong, alcoholic, involving but a little too much drying. Highly digestible. (88 pts.) - Tasted 2/3/2010. $ FIND THIS WINE on WINE-SEARCHER.COM $ […]
    • 2001 Feudi di San Gregorio Taurasi Riserva Piano di Montevergine
      Tasted by TheManFromUtopia. Dark ruby red, with purple veins. Smells of black fruits, licorice, mint, cardamom, black ashes. Taste is muscular, intense, but lacks of retro-olfactive memory and it's a bit ruffled, with an unfinished balance between thick tannins and alcohol followed by a flash of sharp acidity and a typical, rather bitter, finishing by l […]
    • 1999 Trinchero Barbera d'Asti Vigna del Noce
      Tasted by TheManFromUtopia. Red, iridescent from ruby to carmine to brick. Smells of dried prune, raisin, withered violet, black pepper, rubber. Taste is warm, intense, soft, slightly tannic, wide, embroiling. (92 pts.) - Tasted 10/27/2009. $ FIND THIS WINE on WINE-SEARCHER.COM $ […]
    • 2006 La Biancara di Angiolino Maule Bianca di Gambellara Sassaia Veneto IGT
      Tasted by TheManFromUtopia. Yellow, deeply colored, macerated with skins. Smells of apple juice, elder flowers, anise. Taste is quite intense, lively, with light tannins, deep sapidity, good alcoholic comfort. (84 pts.) - Tasted 10/27/2009. $ FIND THIS WINE on WINE-SEARCHER.COM $ […]

Vigna del Noce

L’etichetta fa schifo lo so, ma prendetevela con il produttore, l’Azienda Agricola Trinchero, che produce questa Barbera d’Asti con atteggiamento enologico certamente più dedito a garantire la naturale espressività del terroir che non teso a imporre uno stile artificioso al nobile succo fermentato.

La qualità del contenuto della bottiglia per fortuna si è dimostrata ben lontana da quella dell’etichetta.

Il compagno di merende

Rosso intensissimo, straordinariamente cangiante dal rubino, al carminio, al mattone.

Sono forse troppo cervellotico quando analizzo l’aspetto del vino, ma queste variazioni di colore mi trasmettono subito una grande vivacità, non del tipo “sfrontatezza adolescenziale” ma del tipo “consapevolezza nell’importanza di sapersi divertire”.

Elucubrazioni di un pazzo, lo so, beviamolo va.

Lo annuso e si dimostra subito aperto e disponibile: l’olfatto è chiaro e netto nei suoi profumi, con i riconoscimenti che si associano con facilità alla tipicità di un barbera importante: una bella prugna secca, una speziatura peposa e pungente, poi una florealità dolce ed evoluta, che si trasforma in una nobile e strana nota plasticosa che ricorda il DAS per divenire in ultimo una mineralità terragna, vera.

Il gusto è incredibilmente coinvolgente: si apre subito, quasi fosse impaziente di essere bevuto, va qua e là a stuzzicare subito tutto il cavo orale con intense sensazioni di calore, morbidezza e pungenza, per finire in una dolce speziatura, che lascia la bocca divertita, ma non appagata: il finale non è lunghissimo, sembra pensato apposta per berne tantissimo di questo vino: stimolazione, poi una permanenza piacevolissima che non ti basta, il bastone e la carota. Gran bevuta.

La palese voglia di trasmettere calore di questo vino suggerisce di berlo a 18°C come fosse un vino dal tannino sostanzioso.

Forse l’abbinamento migliore è con piatti a base di carni ovine, molto saporite e grasse, magari speziate, come una tajine mrouzia, o mourouzia, marocchina.

Il prezzo sullo scaffale in enoteca è di 19 euro.

Comments 3 Commenti »

Astraio Rocca di Montemassi

Seconda degustazione per conto del tasting panel sapientemente organizzato da Francesco Zonin: ho assaggiato un nuovo vino dell’azienda Rocca di Montemassi, un’azienda dell’Alta Maremma nei pressi di Massa Marittima di proprietà della famiglia Zonin.

Il vino in questione è l’Astraio, un bianco secco frutto unicamente di grappoli di viognier (è stato classificato come Maremma IGT), varietà importata dall’Alta Valle del Rodano in Francia.

Poche le notizie certe sulla coltivazione e la vinificazione: si sa solamente che la bottiglia che mi è stata spedita (annata 2008) è il prodotto della prima vendemmia di un vigneto impiantato 5 anni fa su un terreno prevalentemente calcareo.

Abuliche bucoliche

Dal colorito flebilmente solare, promette pigre carezze e non passionali abbracci. Il suo profumo è di intensità leggera, condotto gentilmente da dolci fragranze di frutti gialli (pera, banana e pesca) e da un incerto ricordo: un prato fiorito, di che non mi sovviene, ma nell’ozio soleggiato si sorride e basta, beati e rilassati.  Nell’assaggio manifesta una grande leggerezza, confermando le precedenti impressioni: è vino dalla natura gentile, con un buon equilibrio diviso tra una apprezzabile morbidezza e una sottile vivacità: dona piacevolezza con il dovuto ritorno delle sensazioni fruttate, ma risulta infine di profondità solo discreta. Credo che nessuno possa sostenere che sia un vino complesso, ma delicatamente seducente sì. Leggero e rilassante.

La vena alcolica e il corpo suggeriscono di berlo a 12°C, abbinandolo con preparazioni dalla struttura semplice, al massimo con la rifinitura di qualche erba aromatica.

Il prezzo mi è ignoto, chissà che qualcuno meglio informato non mi venga in aiuto…

Comments 5 Commenti »

Creative Commons License
Io Non Sputo di Emiliano Brunori è così licenziato: Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License