Primitivo di Manduria Altemura 2006 Altemura

Zonin, nonostante i minacciosi boccioni negli scaffali bassi dei supermercati, è un’azienda da rispettare, quantomeno per la sua indipendenza e la voglia di investire nella qualità che ha dimostrato negli ultimi anni.

Francesco Zonin poi, il figliol prodigo, è molto attivo nella gestione delle tante aziende satellite della Zonin, e dimostra un bello stile nella definizione dei nuovi prodotti, oltre ad un condivisibile rispetto per il territorio.

Seguendo le tracce di Giampaolo Paglia di Poggioargentiera, Francesco Zonin ha creato un pannello di assaggiatori andando a pescare nei bassifondi della comunità dei blogger italiani: il mio caso dimostra con assoluta certezza la spericolatezza del gesto.

Il vino che ho degustato per lui viene dalla Puglia, terra che potrebbe tantissimo, promette molto, mantiene ogni tanto, conferma raramente, ubriaca spessissimo.

Senza soffermarmi troppo sulle scelte agronomiche ed enologiche dietro a quest’etichetta, vi rimando alla sua scheda tecnica.

Il ballerino pugliese

Dall’imperiosa e nera bottiglia, si svela nel bicchiere un fluido dall’aspetto giovanile, non inchiostrante ma di convinta, carminia, elastica, scioltezza. Un’agilità che si conferma nel prosieguo della degustazione: dopo aver stimolato il naso e poi la mente con un mediterraneo (soleggiato ma fresco) ricordo di confetture (di prugna, ma anche di fichi) e di erbacea balsamicità (un po’ sfocata a dire il vero, comunque suggestiva), il liquido riempie la bocca con leggiadria inusitata per un moro salentino: intiepidisce ma non scalda, abbraccia ma non stringe, stimola ma non punge: è sciolto e ti volteggia sopra e sotto, accompagnandoti, senza diventare possessivo.

La vena alcolica è sicuramente ben domata, ma è un vino dalle tenere durezze: consiglio di berlo a 16°C.

Per quanto ne so, è una bottiglia ancora non disponibile in commercio, quindi il prezzo mi è ignoto, attendiamo un commento dal produttore.


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Vino Nobile di Montepulciano Salco Evoluzione 2001 Salcheto

Ed eccoci, finalmente, ad un bel Vino Nobile di Montepulciano: denominazione afflitta anch’essa da brunellosi italianismi vari, ma che nasconde, a ben guardarci dentro, delle vere gemme enologiche, di molti produttori non ancora afflitti dai protagonismi flatulenti di molti colleghi di Montalcino e del Chianti.

La storia di questo vino è particolare: l’azienda ha identificato nel 1989 una variante genetica del prugnòlo gentile (guai a chiamarlo in altra maniera…) sviluppatasi in una piccola vigna di mezz’ettaro. Il grappolo del salco (nome familiare di questo sotto-vitigno) ha l’importante peculiarità di saper tenere bene sulla pianta più a lungo del normale prugnòlo, così  Salcheto (leggi: Michele Manelli) decide nel 1999 di tentarne il progetto di vinificazione ad hoc: nascono prima il Salco (affinamento in bottiglia leggermente più breve) e poi il definitivo Salco Evoluzione. Da apprezzare soprattutto la messa  in vendita dopo ben quattro anni di affinamento in bottiglia: la pazienza come virtù.

Classicheggiante su tonalità rubino, non è pigro ma sornione: dal calice si apre un olfatto personalissimo, profondo e autunnale, che spennella ricordi con una tavolozza di sfumature marroni: dalla cannella al cacao, dall’humus alla castagna, senza dimenticare la giusta amarena e un leggero tono balsamico-legnoso non invadente: è perfettamente affinato dalla paziente maturazione.

In bocca non delude: il suo unico limite è quello di una persistenza non da campione, per il resto sa come ingentilire l’espressione del bevitore, con tannini corposi e setosi e una discreta vivacità che si affievolisce con calma aprendo ad un finale morbido ed appagante con perfetto ritorno al suo primo incontro con il naso.

E’ un vino, davvero, importante, da gustarsi con tutta la lentezza possibile, ma non meditando, bensì passeggiando con il ricordo in una meravigliosa macchia boscosa dei colli senesi, senza l’ingombrante cinghiale di turno.

Ho bevuto il Salco Evoluzione il 20 dicembre 2008, dopo averlo comprato nella piccola tienda di Salcheto in quel di Montepulciano al prezzo di 30 euro.

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